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Presentazione Rivista EFSS

La Rivista EFSS EDUCAZIONE FISICA E SPORT NELLA SCUOLA ha toccato i suoi settanta anni di vita. A volte con affanno a volte superando mille difficoltà (quelle economiche in prima fila), siamo sempre riusciti comunque a resistere e restare sulla breccia. Serafino Mazzarocchi che è stato il fondatore di questo periodico, gettando uno sguardo distratto sulla terra, forse ci darà una tiratina di orecchie per la nostra mancanza di continuità, ma non abbiamo colpe specifiche siamo in buona fede; possiamo dire che ce la mettiamo tutta e spesso non dipende soltanto dalla nostra volontà riuscire a rispettare promesse e scadenze. Sicuramente i tempi sono cambiati da quando è stato fondato il Centro Studi per l’educazione fisica a Bologna nel 1957, con il pediatra Carlo Descovich, fautore dell’idea, allora rivoluzionaria, di introdurre anche nelle elementari i principi basilari dell’attività motoria. Oppure quando dieci anni dopo si tenne il primo congresso europeo dell’Educazione Fisica. All’inizio la nostra creatura si chiamava semplicemente Educazione Fisica nella scuola, la parola sport trovò solo successivamente, con l’introduzione dei campionati studenteschi grazie all’iniziativa dell’allora segretario del Coni Bruno Zauli, un motivo di essere e quindi di modificare o meglio di allargare la testata e discutere anche la nuova filosofia dell’insegnamento. Negli anni siamo andati avanti cercando di supportare le nostre idee, di contribuire allo sviluppo della disciplina di essere organismo di raccordo tra il mondo della scuola e quello dello sport spesso in contrasto tra di loro nelle leggi e nelle normative, con qualche invasione di campo poco gradita. Il tutto sempre attraverso la rivista, con i nostri articoli, i nostri suggerimenti, provando a prendere iniziative. L’ultima “Chi sono io” uno studio sul comportamento dei giovani nei confronti dell’educazione fisica e dell’agonismo attraverso il quale arrivare alla conoscenza del proprio corpo e delle proprie aspirazioni. Lo abbiamo fatto a volte faticosamente, cercando e trovando mezzi di supporto per tenere in vita questa che è la nostra bandiera. Il mondo di internet ha sicuramente cambiato le abitudini della società, in particolare dei giovani, pronti a isolarsi sempre di più con i loro smartphone dal mondo della realtà. Ma la rivista immutabile e necessaria, carta scritta da sfogliare, da leggere e da meditare, resta ancora un punto fermo e indiscutibili della vita reale. Vorremmo fare di più, ma assicuriamo i lettori, fedeli o occasionali che siano, e chiunque prenda in mano il frutto della nostra fatica, che non lesiniamo sforzi e nel limite del possibile cerchiamo di arrampicarci sugli specchi per trovare le risorse ed andare avanti. Di sicuro non ci arrendiamo. Lo afferma con orgoglio chi è direttore di Educazione Fisica e Sport nella Scuola da circa quaranta anni. Compito accettato con piacere ed orgoglio e portato avanti solo per amore e passione. Vi chiediamo quindi di stare vicini ai nostri sforzi, di supportarci perché lavoriamo con e per un testimone che va passato di mano in mano senza mai farlo cadere. Il traguardo è lontano e magari tra dieci anni qualcun altro parlerà degli ottanta anni di storia di una pubblicazione che resta una bandiera. Le bandiere, si sa, non vanno mai ammainate, perché quello è un atto simbolo di resa, parola che non vogliamo considerare nel nostro vocabolario.